Tritarifiuti Domestico

Avete mai sentito parlare del tritarifiuti domestico? Chiamato anche tritarifiuti da lavandino oppure dissipatore alimentare, è un elettrodomestico che serve a eliminare i rifiuti alimentari. Solitamente viene posizionato sotto il lavello e generalmente in corrispondenza dello scarico idrico.

In Italia questo elettrodomestico è poco conosciuto e utilizzato, rappresenta una novità che solo negli ultimi periodi sta riscontrando una crescente diffusione. In altri Paesi d’Europa e soprattutto in America, il tritarifiuti domestico è da sempre utilizzato, è davvero difficile trovare un’abitazione dove non sia installato questo elettrodomestico!

Tritarifiuti: come funziona

Tritarifiuti come funzionaForse vi sarete imbattuti nel tritarifiuti guardando qualche film americano o seguendo qualche serie televisiva ambientata negli Stati Uniti. Vi siete mai chiesti come funziona? Il compito del tritarifiuti è quello di ridurre in poltiglia gli scarti alimentari, che successivamente vengono fatti defluire via attraverso lo scarico della fognatura.

In Italia questo elettrodomestico è ancora poco utilizzato, anche perché fino a poco tempo fa la legge ne vietava l’utilizzo in ambiente domestico. Ad oggi la norma prevede che i rifiuti solidi organici, ovvero gli scarti alimentari trattati appunto con il tritarifiuti, possano essere smaltiti nelle fognature, a patto che sia presente un sistema di depurazione idrico idoneo per assicurare il corretto smaltimento.

Tritarifiuti: quale scegliere

Quale tritarifiuti scegliere? Anche in questo caso potrete decidere quale modello è più adatto alla vostra abitazione in relazione alla quantità di scarti prodotti. Esistono infatti tritarifiuti di dimensioni e potenza adeguate alle diverse esigenze.

I tritarifiuti moderni in commercio sono silenziosi e sono in grado di garantire un livello di smaltimento ideale per i consumi domestici. Ogni modello, inoltre, può contare su standard di sicurezza assolutamente affidabili.

Tritarifiuti: pro e contro

L’idea di poter contare su un elettrodomestico che, comodamente installato sotto al lavandino, possa aiutarci a disfarci dei rifiuti organici direttamente nel sistema fognario sembrerebbe geniale. In questo modo, infatti, sarebbe possibile eliminare immediatamente qualsiasi rifiuto da gettare nella raccolta dell’umido, evitando oltretutto che i cattivi odori si diffondano a causa della spazzatura tenuta in casa.

Sono da considerare anche degli svantaggi:

  • enorme utilizzo di acqua potabile per far defluire il materiale triturato
  • le sostanze create dal tritarifiuti si raccolgono nelle fognature e, per essere decomposti dai batteri del sistema di depurazione, necessitano di molto tempo; accrescono, inoltre, la quantità di fanghi nelle acque reflue urbane, difficili da smaltire in discarica o con l’inceneritore
  • l’attività del tritarifiuti non riesce a ridurre gli scarti alimentari in particelle tanto piccole da evitare del tutto il rischio di intasare le fognature stradali, se non addirittura le condutture interne dell’abitazione

Tritarifiuti da lavandino

Il tritarifiuti installato sotto il lavandino della cucina e collegato allo scarico può servire a smaltire la maggior parte dei residui alimentari che, in base al modello, possono comprendere carne, pesce e piccoli ossi, pesce, bucce di frutta e scarti di ortaggi, gusci d’uovo e molto altro ancora.

L’elettrodomestico viene collegato al tubo di scarico del lavello della cucina, in modo che tutti i rifiuti organici vengano triturati e possano scivolare via insieme all’acqua del rubinetto, fino al sistema fognario.

Sono dispositivi silenziosi e dotati di uno speciale rivestimento anticorrosione per proteggere la camera di triturazione dalle sostanze acide. Il motore è invece isolato dalle infiltrazioni grazie a un sistema di guarnizioni che lo mantiene isolato.

Tritarifiuti per compostaggio

È stato messo a punto uno speciale tritarifiuti chiamato “robot domestico” che trasforma i rifiuti organici in pre-compost.

Il rivoluzionario tritarifiuti per compostaggio prevede che, dopo la triturazione dei rifiuti, una miscela di enzimi non solo blocchino i cattivi odori ma trasformino in pre-compost i residui alimentari.

Il materiale risultato di questa trasformazione potrà essere ceduto alle aziende di compostaggio ma anche utilizzato in agricoltura biologica e commercializzato.